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Oggi abbiamo il piacere di intervistare Angelo Licata, autore e regista di Dark Resurrection, uno dei fan film italiani più conosciuti e apprezzati ispirati all’universo di Star Wars.

Un progetto nato dalla passione per il cinema e per la saga creata da George Lucas, ma capace di sorprendere il pubblico per qualità visiva, costumi, scenografie, musiche, effetti speciali e cura narrativa.

In questa intervista Angelo Licata racconta la nascita del progetto, il lavoro dietro le quinte, il coinvolgimento del cast e dei fan, le difficoltà produttive e il futuro di Dark Resurrection.

Chi era Angelo Licata nella vita di tutti i giorni prima di Dark Resurrection?

Ero un medico dentista con uno smisurato amore per il cinema, ma senza una particolare brama di diventare regista.

Poi è arrivato Dark Resurrection.


Com’è cambiata la tua vita dopo Dark Resurrection?

Ora ho molto meno tempo libero, ma sono decisamente felice di poter fare questo lavoro.

Dedicarmi all’ideazione, alla sceneggiatura e alla regia di un film mi appassiona moltissimo. I risultati che sto ottenendo sono estremamente gratificanti.


La qualità del film colpisce molto: costumi, colonne sonore, sceneggiatura ed effetti speciali. Chi ha disegnato e realizzato i costumi?

Mi piaceva l’idea di realizzare qualcosa di più medievale rispetto agli episodi originali di Guerre Stellari.

Mi sono avvalso della mano di molti artisti per previsualizzare costumi e scenografie. Alcuni li avevo molto chiari in mente e li ho disegnati io stesso.


Le colonne sonore sono state composte appositamente per Dark Resurrection o erano già esistenti?

Per Dark Resurrection Vol. 1 ci siamo avvalsi di librerie licenziate da Machiavelli Music.

La parte di colonna sonora originale è stata composta dai famosi Pivio e Aldo De Scalzi, che lo hanno fatto gratuitamente.

Per il Vol. 2, invece, con nostra grande soddisfazione si è unito al team uno straordinario compositore, Bruno Di Giorgi, che sta creando la colonna sonora originale dell’intero volume.


La sceneggiatura è stata scritta da te. Ti eri mai cimentato prima nella scrittura di una sceneggiatura?

Nulla che abbia mai preso una forma definita.

Avevo molte cose nel cassetto, ma incomplete.


Come hai trovato il team degli effetti speciali?

Mi sono studiato i software di compositing e lo sono diventato.

Davide Bigazzi, invece, che ha realizzato il 3D, era già molto bravo ed esperto ancora prima di iniziare la post-produzione del Volume 1.

Gli effetti speciali del Volume 0, rispetto a quelli del Volume 1, sono molto più articolati e spettacolari. Questa evoluzione è stata possibile grazie alla collaborazione tra la produzione e la Pix Movie Factory, un team di abilissimi artisti che ha letteralmente plasmato e reso reali ambientazioni fantastiche, creature soprannaturali e navicelle spaziali.


Il cast, pur composto inizialmente da attori non professionisti, risulta credibile e professionale. Come lo hai trovato?

All’inizio del progetto eravamo soltanto un gruppo di appassionati che voleva “fare cinema”.

Il nostro obiettivo era rendere omaggio al fantastico mondo creato da George Lucas e nessuno ci conosceva. L’unica reale possibilità era fare un accurato casting tra amici e parenti.

Devo dire che tutti si sono rivelati all’altezza. Anzi, qualcuno ci ha decisamente stupito.

Poi, quando abbiamo diffuso in rete i primi trailer, la cerchia si è magicamente allargata. Si è innescata una vera e propria reazione a catena e abbiamo iniziato a ricevere moltissime e-mail da persone che desideravano entrare a far parte dello staff.

Così si sono uniti a noi attori professionisti, maestranze, strutture professionali per la post-produzione e semplici appassionati. Tutti erano mossi dal desiderio di partecipare alla magia che si era creata intorno a Dark Resurrection.

È stato un movimento “popolare” fantastico.

Tutti hanno partecipato in cambio del loro nome nel progetto e nient’altro, spinti forse da quella “Forza” che è in ognuno di noi e dall’amore per un genere di cinema che vuole riemergere anche nel nostro Paese.

Tutto questo ci ha dato una spinta in più e un aiuto importantissimo per far decollare definitivamente il progetto.


All’inizio del film si dice che Sorran, ossessionato dalla ricerca di Eron, ebbe la colpa di sacrificare la vita di giovani apprendisti. Cosa ha fatto esattamente Sorran?

Questa parte della storia sarà sviscerata completamente nel prologo del Volume 2.

Sarà un racconto durante il quale saranno svelati molti segreti celati nel Volume 1. In questi 25 minuti di film scopriremo come Sorran sia arrivato a essere sottoposto al giudizio del Consiglio, quali circostanze lo abbiano portato a sacrificare la vita dei suoi giovani apprendisti e quali ragioni lo abbiano spinto verso il lato oscuro.

Credo che sarà una parte del film molto avvincente per tutti i fan di Dark Resurrection.


Che effetto comporta il “rito del distacco” su chi lo subisce?

Il rito del distacco è la pena inflitta dal Consiglio ai Jedi ritenuti colpevoli di crimini efferati.

Sorran, nelle sue innumerevoli spedizioni alla ricerca del segreto del Tempio di Eron, ha sacrificato molte vite. Inoltre, il Consiglio ritiene riprovevole e molto pericoloso per la sopravvivenza di tutti il fatto che Sorran si sia autoproclamato “l’Eletto”, cioè colui che è stato scelto per rompere il sigillo del Tempio di Eron, acquisirne la conoscenza e diventare così la “Forza Vivente”.

Il rito del distacco consiste nel blocco temporaneo e reversibile dei poteri di uno Jedi. È una barriera che gli impedisce di percepire con chiarezza la Forza e quindi di utilizzarla a proprio piacimento.


Sorran, il cattivo del film, è uno degli interpreti più riusciti. Chi è nella vita reale?

È mio padre.

Nella vita, quando non gira Dark Resurrection, progetta impianti di sicurezza e si occupa di fotovoltaico.


Quanto è costata la realizzazione del film, in termini di tempo e denaro?

Essendo Dark Resurrection un progetto senza scopo di lucro, lo abbiamo realizzato mossi unicamente dalla passione per il cinema, dedicandogli tutto il tempo libero a nostra disposizione.

Il coinvolgimento di tutti è cresciuto in maniera esponenziale durante il procedere dei lavori. Io stesso ho destinato intere nottate alla post-produzione.

Il Volume 1 è stato ultimato nel 2007, dopo due anni e mezzo di lavoro e una spesa complessiva di circa 7.000 euro.

La prima parte è stata girata con tecnologie amatoriali, ma l’interesse da parte dei fan è cresciuto talmente tanto che le persone hanno iniziato a voler contribuire su tutti i fronti, anche economicamente.

Abbiamo lanciato l’iniziativa “Diventa Produttore Associato” sul nostro sito, darkresurrection.com. Incredibile a dirsi, Dark Resurrection era davvero entrato nel cuore dei fan e sono arrivate donazioni da tutto il mondo.

Grazie a queste donazioni abbiamo potuto acquistare una Panasonic P2 con due schede di memoria da 16 GB e migliorare molte delle tecnologie utilizzate.

Adesso il percorso è ancora lungo. Per ora le finanze a disposizione serviranno a coprire le spese delle ultime riprese del Volume 0.

Per ultimare il film mancano ancora molte scene del Volume 2, che per mezzi utilizzati, attori, comparse presenti sul set ed effetti speciali si annunciano come un grosso impiego di forze da parte della produzione.

Secondo i nostri calcoli, il budget necessario per portare a termine il Volume 2 è di circa 50.000 euro.


Vedendo Dark Resurrection, molti si chiedono perché un progetto di questo livello non trovi spazio nelle televisioni nazionali. Cosa ne pensi?

Bisognerebbe chiederlo a chi finanzia i progetti.

In Italia è pensiero comune che non si sia in grado di produrre film “di genere” con una buona qualità professionale. O forse si è convinti che il pubblico italiano possa gradire soltanto un certo tipo di prodotto.

Questo è falso, e i fatti lo stanno dimostrando.

Sono certo che il problema non sia legato a una mancanza di talenti. In Italia abbiamo professionisti seri e preparati che non riescono a mettere in pratica le loro capacità e sono costretti, per lavorare, a lasciare il nostro Paese.

Dark Resurrection è l’esempio che ci porta a credere che le cose si possano fare, e fare molto bene.

Se con un budget così limitato si è potuto produrre questo film, cosa si potrebbe fare con un finanziamento adeguato?


Quanto dobbiamo aspettare per il seguito di Dark Resurrection?

La prima parte del Volume 2, cioè il Volume 0, uscirà entro il 2010.

Per il resto ci siamo posti l’obiettivo del 2011, anche perché c’è chi sostiene che il 2012 sia tardi.


Vuoi aggiungere qualcosa per il pubblico di TiempoLibreSite.com?

Solo un augurio:

che la Forza sia con voi!

di Derek

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