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Disinformazione.it è il sito fondato da Marcello Pamio che, sin dal 1998, si occupa di contro-informazione, approfondimenti alternativi e temi spesso ai margini del dibattito mediatico tradizionale.
Un progetto nato come spazio di condivisione e diventato, negli anni, un punto di riferimento per molti lettori interessati a una lettura diversa dell’attualità, della società, della salute, della politica e della storia.
In questa intervista abbiamo cercato di conoscere meglio l’uomo dietro il progetto, il suo percorso, le motivazioni che lo hanno spinto ad aprire il sito e gli sviluppi della sua attività editoriale.
Nota redazionale: le opinioni espresse nell’intervista appartengono all’intervistato e vengono riportate come testimonianza del suo pensiero personale.
Marcello, partiamo da lei: chi è e di cosa si occupa?
Mi chiamo Marcello Pamio e gestisco Disinformazione.it, un sito che ho fondato molti anni fa.
Attualmente mi occupo anche della casa editrice nata attorno al progetto, con l’obiettivo di approfondire alcune tematiche attraverso libri, dispense e DVD.
Quando e perché ha deciso di realizzare Disinformazione.it?
Credo che il caso non esista. La nascita del sito è stata spinta soprattutto dal desiderio di condividere notizie, informazioni e punti di vista che non trovavano spazio nei media tradizionali.
Mi rendevo conto che televisione, radio e carta stampata non affrontavano certi argomenti, oppure lo facevano in modo molto limitato. Per esempio, si parlava poco di determinate terapie considerate alternative o “eretiche”, così come non venivano approfonditi certi rapporti tra politica, potere economico e finanza internazionale.
A quel punto mi sono detto: perché non aprire un sito per provare a colmare questa lacuna? E così è nato Disinformazione.it.
Disinformazione.it pubblica spesso notizie molto articolate e documentate. Quanto lavoro di ricerca c’è dietro? Da quante persone è composto il suo staff?
Il lavoro è enorme. Solo scaricare e leggere la posta richiede parecchio tempo, perché ricevo diverse centinaia di e-mail ogni giorno.
Poi bisogna selezionare ciò che può meritare la pubblicazione, leggere i materiali, valutarli e decidere se pubblicarli. A volte possono passare anche diversi giorni senza aggiornamenti.
Per quanto riguarda lo staff, molti non mi credono quando lo dico, ma il sito lo gestisco da solo. Spesso si pensa che dietro ci sia una vera redazione, ma non è così.
Ho il grande aiuto di Laura, che segue l’amministrazione della casa editrice, un’attività che io non sarei in grado di gestire da solo. Per gli articoli, invece, ci sono persone che mi inviano traduzioni, testi e contributi, che poi vengono valutati prima della pubblicazione.
Ha mai ricevuto minacce o intimidazioni per la sua attività?
Sì, le minacce via e-mail o anche telefoniche sono abbastanza frequenti.
Diverse volte ho ricevuto raccomandate da parte di studi legali, anche molto importanti, che minacciavano querele per diffamazione. In genere si trattava di articoli riguardanti temi come l’Opus Dei, la massoneria vaticana o la Loggia Propaganda 2 di Licio Gelli.
Alla fine, però, non è mai successo nulla di concreto.
Oltre a Disinformazione.it ha fondato anche una casa editrice indipendente, “Il Nuovo Mondo”. Di cosa si tratta?
L’idea è semplice: abbiamo pensato di mettere a disposizione libri, testi e DVD collegati alle tematiche che da anni trattiamo sul sito.
Ci sono ancora molte persone che non usano Internet o che preferiscono approfondire determinati argomenti attraverso supporti cartacei. Alcuni dei libri che proponiamo sono difficili da trovare nei normali canali di distribuzione libraria.
Secondo me è importante comprendere che la distribuzione dei libri, così come quella di giornali e riviste, segue logiche molto precise. Quando si vuole promuovere un prodotto, i canali esistono; quando invece non si vuole farlo circolare, ci sono altrettanti strumenti per limitarne la diffusione.
Qual è, secondo lei, la vera disinformazione: quella dei media tradizionali o quella che viene pubblicata sul suo sito?
Il nome “Disinformazione” nasce come provocazione.
Mi sono detto: se le persone chiamano “informazione” quella che, secondo me, è una comunicazione falsa, controllata e deviante diffusa dai media tradizionali, allora il mio lavoro può anche essere chiamato “disinformazione”.
Naturalmente, dal mio punto di vista, la vera disinformazione è quella veicolata dai grandi media, che ritengo controllati dal potere economico. Ho cercato più volte di dimostrare che oggi l’informazione realmente libera è molto rara.
I giornalisti dipendono dai direttori, i direttori dagli editori e gli editori dagli azionisti. Sempre più spesso questi azionisti sono grandi banche o gruppi finanziari. Sono loro, secondo me, i veri controllori dell’informazione e delle notizie.
Davvero pensiamo che un quotidiano nazionale, o anche locale, sia completamente libero di scrivere ciò che vuole? Io credo di no.
Vuole anticiparci qualche novità o sviluppo della sua attività per il 2008?
La crisi economica che sta investendo il Vecchio Continente si fa sentire sempre di più, e credo che vedremo effetti importanti anche nell’ambito della bolla speculativa immobiliare.
Per questo stiamo lavorando a una collana di dispense economiche, ma molto interessanti. Tratteremo argomenti come il potere dell’autoguarigione, la bioelettronica di Louis-Claude Vincent, il cosiddetto segreto occulto degli Illuminati, la violenza nei videogiochi e diverse pubblicazioni dedicate alla pedagogia.
Oggi, secondo me, i bambini sono sottoposti a pressioni continue: vaccini, psicofarmaci, violenza e molte altre influenze. Per questo ritengo importante proteggerli e occuparsi seriamente della loro crescita, perché saranno gli adulti di domani.
Quanti accessi unici e quante pagine visitate registra Disinformazione.it?
Sinceramente non me ne interesso molto. Vado avanti per la mia strada, giusta o sbagliata che sia, senza farmi condizionare troppo dai numeri.
Qualche anno fa avevamo circa 20.000 visite al giorno. Penso che oggi siano di più, ma non seguo questi dati con particolare attenzione.
Le chiedo una curiosità: secondo lei gli OOPArts, cioè gli “oggetti fuori dal tempo”, sono veri o falsi?
Secondo me gli OOPArts, ovvero gli “oggetti fuori dal tempo”, esistono.
Naturalmente, se ci limitiamo ai libri di storia tradizionali, quelli scolastici, potremmo considerarli pura follia. Ma io credo che la storia non sia andata esattamente come viene raccontata.
Ritengo che in passato siano esistite civiltà, anche decine di migliaia di anni fa, in possesso di conoscenze molto avanzate, anche di tipo esoterico. Alcune di queste conoscenze sarebbero poi state tramandate attraverso forme riservate, come certe tradizioni legate alla massoneria.
Basti pensare alle grandi costruzioni dell’antichità, come le piramidi della piana di Giza. Secondo la versione più comune sarebbero state realizzate con migliaia di schiavi e tecniche rudimentali. Personalmente trovo difficile accettare spiegazioni così semplicistiche, soprattutto considerando il peso enorme dei blocchi e la precisione con cui sono stati collocati.
Ognuno è libero di pensarla come vuole, ma credo che informandosi in modo più ampio si possano aprire molte domande.
Vuole aggiungere qualcosa per i lettori di TiempoLibreSite.com?
Saluto e ringrazio i lettori del vostro sito per l’attenzione.
Vorrei concludere con due frasi che considero molto importanti. La prima è attribuita ad Abraham Lincoln e rappresenta bene il mio pensiero: la verità, prima o poi, viene sempre a galla. Le bugie e le mezze verità, con il tempo, finiscono per crollare.
La seconda è di Honoré de Balzac e riguarda il rapporto tra storia ufficiale e storia nascosta.
“Potrete ingannare tutti per un po’. Potrete ingannare qualcuno per sempre. Ma non potrete ingannare tutti per sempre.”
Abraham Lincoln
“Esistono due storie: la storia ufficiale, menzognera, che si insegna ad usum Delphini, e la storia segreta, in cui si rinvengono le vere cause degli avvenimenti: una storia vergognosa.”
Honoré de Balzac, La Commedia umana
Ciao e grazie.

