Partire senza notebook non significa rinunciare ai propri file e programmi. Con una corretta configurazione del desktop remoto è possibile accedere al computer di casa direttamente dallo smartphone, anche a centinaia di chilometri di distanza.
Quante volte capita di partire per un viaggio o per le vacanze e accorgersi di aver lasciato sul PC di casa proprio quel documento, quel programma o quella cartella di cui si ha improvvisamente bisogno?
Oggi esiste una soluzione relativamente semplice: trasformare lo smartphone in una sorta di “finestra” sul proprio computer.
Tra i software più conosciuti per farlo c’è AnyDesk, piattaforma di controllo remoto che consente di visualizzare e utilizzare un computer attraverso Internet.
Il desktop del computer direttamente sul telefono
Il principio è semplice.
Il PC rimane a casa, acceso e collegato a Internet. L’utente, invece, può trovarsi altrove e utilizzare lo smartphone connesso tramite Wi-Fi, 4G o 5G.
Aprendo l’app di AnyDesk e inserendo l’identificativo associato al computer, è possibile avviare una sessione remota e visualizzare sul display del telefono il desktop di Windows.
A quel punto si possono aprire cartelle, utilizzare programmi, consultare documenti e svolgere diverse operazioni come se ci si trovasse fisicamente davanti al computer.
La funzione chiave è l’accesso non presidiato
Per chi pensa di utilizzare il PC mentre si trova in vacanza, c’è però una configurazione fondamentale: l’accesso non presidiato.
Normalmente, una richiesta di connessione remota può richiedere l’approvazione di una persona davanti al computer.
Se in casa non c’è nessuno, questo sistema diventa poco utile.
L’accesso non presidiato risolve il problema: attraverso una password impostata preventivamente, il proprietario può autenticarsi e accedere direttamente al proprio PC senza che qualcuno debba premere il pulsante “Accetta”.
È questa la funzione che permette realmente di utilizzare il computer da remoto durante un viaggio.
Attenzione alla sospensione automatica
C’è però un dettaglio che può mandare all’aria tutta la configurazione: la modalità di sospensione di Windows.
Il monitor può tranquillamente essere spento, ma il computer deve rimanere raggiungibile.
Se il PC entra in sospensione profonda, la connessione remota potrebbe non essere più disponibile.
Prima di partire è quindi consigliabile controllare le impostazioni energetiche del sistema e assicurarsi che il computer non vada automaticamente in sospensione durante il periodo in cui si prevede di utilizzarlo da remoto.
E se il computer si riavvia?
Per un utilizzo più affidabile è preferibile installare AnyDesk sul computer anziché utilizzarlo soltanto in modalità portatile.
In questo modo il software può essere integrato meglio con Windows e tornare disponibile anche dopo un riavvio del sistema.
Chi vuole spingersi oltre può valutare anche il Wake-on-LAN, tecnologia che in determinate configurazioni permette di riattivare un computer attraverso la rete.
Non è però una funzione universale: dipende dalla scheda madre, dalla scheda di rete, dal router e dalle relative impostazioni.
Il test da fare prima di partire
Prima di affidare file e lavoro al desktop remoto conviene eseguire una prova reale.
Il metodo più semplice consiste nel disattivare il Wi-Fi dello smartphone e utilizzare esclusivamente la connessione mobile.
In questo modo il telefono non si trova più sulla stessa rete domestica del PC e si può verificare se il collegamento funziona realmente dall’esterno.
Se lo smartphone riesce a connettersi, visualizzare il desktop e controllare il computer, significa che la configurazione principale è pronta.
La sicurezza resta fondamentale
Un computer configurato per l’accesso remoto deve essere protetto con attenzione.
È importante utilizzare una password lunga e diversa da quelle impiegate per altri servizi, mantenere aggiornato il software e non condividere inutilmente i dati di accesso.
Particolare attenzione va prestata anche alle truffe.
Una tecnica molto diffusa consiste nel convincere la vittima a installare un programma di controllo remoto con la scusa di un problema bancario, informatico o amministrativo.
Concedere l’accesso remoto significa, di fatto, permettere a un’altra persona di vedere e controllare il proprio computer.
Il computer diventa accessibile praticamente ovunque
La logica dell’intero sistema può essere riassunta così:
Smartphone → Internet → AnyDesk → PC di casa
Non è necessario che telefono e computer siano collegati alla stessa rete.
Il PC può trovarsi in Sicilia e lo smartphone dall’altra parte d’Italia o all’estero: ciò che conta è che entrambi abbiano una connessione Internet disponibile.
Il display dello smartphone non sostituisce ovviamente un monitor, soprattutto quando bisogna lavorare a lungo. Per operazioni rapide, emergenze, recupero di documenti o utilizzo occasionale di programmi installati soltanto sul proprio computer, però, il desktop remoto può diventare uno strumento estremamente comodo.
In altre parole, il notebook può anche rimanere a casa. Se tutto è configurato correttamente, il suo desktop può seguirci comunque in tasca.

