Autore radiofonico e televisivo, conduttore, comico e voce storica dell’intrattenimento italiano: Joe Violanti si racconta a TiempoLibre tra radio, televisione, musica, cinema e il suo rapporto con Internet.
Le Interviste di TL
Oggi recuperiamo dall’archivio storico di TiempoLibreSite.com una nuova intervista della rubrica “Le Interviste di TL”.
Ospite di questa conversazione è Joe Violanti, autore radiofonico e televisivo, conduttore, speaker, deejay, comico e presentatore.
Un’intervista che attraversa la sua carriera, dagli esordi giovanissimi nelle discoteche fino alla radio e alla televisione, passando per gli studi universitari, i personaggi interpretati, la musica, il cinema e persino il suo rapporto inizialmente complicato con il computer.
Nota della redazione: l’intervista appartiene all’archivio storico di TiempoLibre e viene riproposta nella sua lingua originale. Alcuni riferimenti professionali e temporali riflettono naturalmente il periodo nel quale la conversazione fu realizzata.
Il ricordo di TiempoLibre
TiempoLibre ripropone oggi questa intervista anche come ricordo di Joe Violanti, scomparso dopo una lunga carriera dedicata alla radio, alla televisione e all’intrattenimento.
La redazione di TiempoLibre si unisce al cordoglio per la sua scomparsa ed esprime le più sincere condoglianze alla famiglia, agli amici, ai colleghi e a tutte le persone che hanno avuto modo di conoscerlo e apprezzarne il talento, l’ironia e la professionalità.
Conserviamo questa intervista nel nostro archivio anche come testimonianza della sua voce, della sua personalità e della grande passione con cui raccontava il proprio lavoro.
Alla famiglia di Joe Violanti va il nostro più sentito abbraccio e la vicinanza di tutta la redazione di TiempoLibre.
Speaker, deejay o conduttore?
Mrcervello: Avevo qualche dubbio tra l’utilizzo del termine “speaker” e quello di “deejay”. Qual è la differenza tra le due figure? E tu come ti definiresti?
Joe Violanti: Ciao a tutti!
Per quanto riguarda la differenza tra i due termini, diciamo che, per non sbagliare, vi conviene andare a vedere su un vocabolario… non ce l’avete più?! Allora andate a vedere su Wikipedia!
Lo speaker è un termine più generico: è una persona che legge, per esempio, un telegiornale o un testo in generale.
DJ, invece, è un termine più specifico e indica una persona che lavora con la musica, in radio, in discoteca e così via, magari parlando anche al microfono.
Io, in realtà, non rientro pienamente in nessuna delle due categorie.
Sono uno che intrattiene parlando alla radio, quindi direi un conduttore.
Poi faccio anche il “comico” e l’autore, quindi direi queste tre cose messe insieme.
Gli inizi a 15 anni nelle discoteche
Mrcervello: Hai iniziato a soli 15 anni, “girovagando” per le discoteche. Pensavi che un giorno saresti entrato nel mondo dello spettacolo?
Joe Violanti: No, era un mio hobby che poi è diventato una passione.
Una passione che dalla discoteca mi ha portato al microfono della radio.
Discoteche, studio e pagelle
Mrcervello: Questa tua passione avrà sicuramente sottratto del tempo allo studio. Quante serate riuscivi a fare al mese? E quanto incideva questo impegno sulle tue pagelle?
Joe Violanti: Quando andavo a scuola, l’impegno era limitato alla domenica pomeriggio.
All’epoca i ragazzini andavano a ballare proprio la domenica pomeriggio.
Poi, quando ho iniziato l’università, l’impegno è diventato un po’ più intenso. Facevo quello che si chiama il resident DJ e ho lavorato in diverse discoteche.
Le pagelle, comunque, erano sempre superiori alla sufficienza!
La laurea in Economia
Mrcervello: Nonostante tutto non hai mai abbandonato gli studi e hai raggiunto il traguardo della laurea. Perché hai scelto un percorso impegnativo come quello in Economia?
Joe Violanti: Volevo fare il commercialista.
Poi ci ho ripensato!
Quando la radio diventa un lavoro
Mrcervello: Il fatto di aver scelto Economia potrebbe far pensare che, inizialmente, non immaginassi di lavorare nel mondo dello spettacolo. Quando hai capito che la radio poteva diventare il tuo lavoro?
Joe Violanti: Quando ho visto che un lavoro classico non faceva per me.
Ho pensato alla radio perché era la cosa che mi veniva più naturale!
Creare format per radio e televisione
Mrcervello: Come già scritto in premessa, sei uno dei pochi conduttori e autori ad avere le competenze e la creatività per ideare veri e propri format radiofonici e televisivi. A quale delle tue “creature” ti senti maggiormente legato e perché?
Joe Violanti: Sicuramente ai format radiofonici, perché sono quelli ai quali mi sono dedicato maggiormente.
La radio è il mezzo che mi diverte di più!
Non dico che la televisione non mi diverta: quando la faccio mi piace.
Il problema è che ci sono sempre meno possibilità di realizzare prodotti partendo dall’idea per arrivare fino alla realizzazione finale.
In televisione i ruoli sono anche molto più circoscritti, proprio per la natura del mezzo.
Alla radio, invece, è ancora possibile avere un’idea e realizzarla integralmente.
Da Albano a Tremonti: i personaggi di Joe
Mrcervello: Tra tutti i tuoi personaggi — Albano, Pippo Baudo, Giulio T(v)emonti, Valentino Rossi e tanti altri — quale pensi ti assomigli di più?
Joe Violanti: In ogni personaggio che interpreto metto qualcosa di me.
Poi, come avviene nella vita, ci sono momenti in cui ne amiamo di più uno piuttosto che un altro!
Joe Violanti e Internet
Mrcervello: Visto che siamo su un magazine prevalentemente informatico, parlaci un po’ del tuo rapporto con il computer e con Internet. Amore o profondo odio?
Joe Violanti: Ho fatto un po’ di fatica a interagire con il computer.
Per una mia diffidenza personale l’ho tenuto per un po’ a distanza.
Adesso però le cose sono cambiate.
Direi che dall’indifferenza sono passato all’amore!
La musica preferita
Mrcervello: Non abbiamo trovato molto riguardo ai tuoi gusti musicali. Se dovessi scegliere dieci gruppi o cantanti preferiti, chi indicheresti?
Joe Violanti: Questa è la domanda alla quale non posso rispondere, perché non riuscirei mai a circoscrivere le mie preferenze a sole dieci posizioni.
Mi piacciono tantissime cose e praticamente tutti i generi musicali: dal folk al jazz, dal funky all’R&B, dalla classica al punk!
Ti faccio soltanto un nome tra i tantissimi:
Placebo.
La passione per il cinema italiano
Mrcervello: Qual è in assoluto il tuo film preferito? E, tra i film più recenti, cosa andresti a vedere e perché?
Joe Violanti: Anche qui vale lo stesso discorso di prima!
Posso dirti, però, che mi è tornata molto forte la passione per il cinema italiano e sto rivedendo tantissimi film.
Da Marco Tullio Giordana a Salvatores, da Sorrentino a Bellocchio, da Garrone a Molaioli.
E poi, da alcuni anni, ho anche l’onore di far parte della giuria del Premio David di Donatello!
Il rapporto con Charlie
Mrcervello: Nel 2005 tu e Charlie vi siete separati professionalmente. Hai mai avuto nostalgia della sua compagnia?
Joe Violanti: Charlie lo sento spessissimo…
Ma tengo anche la sua foto sul comodino!
Un saluto ai lettori di TiempoLibre
Mrcervello: Vuoi aggiungere qualcos’altro per il pubblico di TiempoLibreSite.com?
Joe Violanti: Nulla, credo di aver detto abbastanza!
Beh sì… spero di farvi sapere presto dove andrò a trasmettere!
Ciao!
Joe
Una carriera costruita attorno alla radio
Questa intervista restituisce perfettamente il rapporto di Joe Violanti con il mezzo radiofonico.
Partito giovanissimo dalle discoteche, Violanti racconta di aver trasformato progressivamente un hobby prima in una passione e poi in una professione, fino a fare della radio il luogo nel quale esprimere contemporaneamente le proprie capacità di conduttore, autore e comico.
Interessante anche la sua riflessione sulla differenza tra radio e televisione.
Secondo Violanti, la radio conserva una libertà creativa particolare: permette ancora a chi ha un’idea di seguirne direttamente il percorso, dall’intuizione iniziale fino alla realizzazione.
E, tra una battuta e l’altra, emerge anche il ritratto di un professionista con interessi molto più ampi: dall’Economia alla tecnologia, dalla musica al cinema italiano.
Oggi queste parole assumono inevitabilmente un significato diverso.
Riascoltare idealmente Joe attraverso questa vecchia conversazione significa ritrovare la sua ironia, la sua spontaneità e il rapporto profondo che aveva costruito con la radio e con il pubblico.
TiempoLibre conserva questa intervista con affetto nel proprio archivio e rinnova le più sincere condoglianze alla famiglia e a tutti i suoi cari.

